GIAN PIETRO BOMBARDELLI

GIAN PIETRO BOMBARDELLI

Dipingo da quando ho memoria, dipingo per istinto e per vocazione. Prediligo la tecnica del collage perché mi permette di esperire un senso di libertà assoluto. Aggiungo, tolgo, cucio e scucio i miei pezzi di tela; ciò mi permette di cambiare idea quando e come voglio.

 

Biografia sintetica
Gian Pietro Bombardelli nasce il 24 ottobre 1978 a Riva del Garda. Frequenta l’Istituto d’Arte Fortunato Depero di Rovereto. Frequenta con entusiasmo i corsi dedicati alla pittura, ma negli ultimi anni di formazione, infastidito e deluso dalle troppe lezioni teoriche, decide di frequentare lezioni a lui congeniali. I primi lavori sono astratti, ma è già evidente il viscerale amore per il colore, tutt’oggi uno degli elementi distintivi nelle sue opere mature. La sua produzione artistica si intreccia con la storia di un luogo: “Il Fonte”, un seminterrato concesso da un amico, che ben presto si trasforma in una frequentata atelier. Nel 1998 vengono esposti i suoi primi lavori figurativi presso la Sala Craffonara di Riva del Garda. Lavori intensi, di affannata ricerca, partiti dal rapporto più intimo tra pittore e modella. Poco dopo segue una seconda esposizione, più astratta, Disgrafie da Parati caratterizzata da linee circolari contorte, percorsi arzigogolati su sfondo bianco. Nonostante la difficoltà ad affermarsi nel mondo dell’arte, la ricerca artistica di Bombardelli continua, e il fare quadri diventa sempre più una vocazione, una vera e propria malattia ossessiva. Tenta di auto curarsi con la serie Cromox terapia: due collezioni, una caratterizzata da quadri curativi e sculture di improbabili medicine per artisti, l’altra ispirata ai loghi del settore petrolifero. Da quest’ultima nasce l’acronimo gpb, iniziali del nome dell’artista con il quale è solito firmare le sue opere e che lui stesso imprime su vari oggetti della sua quotidianità. Non trova una cura e mosso da un impetuoso bisogno di trovare un linguaggio espressivo dà alla luce Bisegni, grandi superfici astratte labirintiche. Un vero e proprio andirivieni di linee che richiamano l’idea di un percorso, un circuito senza fine. Queste opere vengono esposte nel 2006 presso la galleria “Spazio arte” di Rovereto. In questo periodo, in cui il suo astratto comincia a suscitare interesse, si rende conto quanto la figura sia una fonte espressiva fondamentale. Da questa consapevolezza ha inizio la lotta tra astratto e figurativo che caratterizza tutta la sua produzione successiva, fino ad oggi. Una lotta piena di rabbia il cui apice sta nell’atto della distruzione delle sue stesse tele che, ridotte in parti, trovano spazio in nuove opere d’arte.

https://instagram.com/gianpietrobombardelli